Montagne russe e nuovi inizi

In questo momento vi sto scrivendo emozionata e con mille idee che frullano per la testa. Ho appena finito di fare una doccia, i capelli sono raccolti in un turbante e ho una maschera sul viso. Mi piace seguire dei precisi rituali di bellezza, mi ricarica. Come del resto scrivere: mi ha sempre fatta sentire bene. 

Come tutto ebbe inizio

Quando ho aperto Pigchic avevo da poco iniziato l’università. Avevo scelto Giurisprudenza ed erano bastate poche settimane per capire che non era la mia strada. Eppure ci sono voluti quasi tre anni per dire “stop”. Ammettere a me stessa di aver scelto un percorso non adatto ai miei desideri e alle mie passioni mi faceva paura. Dirlo a mio padre mi faceva ancora più paura. Così, per tanto tempo, ho finto che tutto andasse bene. In un modo o nell’altro, tutto si sarebbe sistemato, pensavo.

La mia valvola di sfogo era il blog: parlare di moda, bellezza, conoscere nuove persone, partecipare a esperienze sempre nuove era divertente. Però mancava sempre qualcosa, non ero pienamente soddisfatta e mi sentivo spesso chiusa in una gabbia. Non riuscivo a concretizzare nulla, procrastinavo i lavori e gli esami e anche dal punto di vista sentimentale non stavo bene.

Breaking Point

Vi è mai capitato di andare dal parrucchiere e decidere sul momento di tagliare i capelli corti, cortissimi? Il parrucchiere vi chiede se siete sicure, voi annuite convinte e poi ZAC! Cadono a terra, una dopo l’altra, tutte quelle ciocche di cui andavate tanto fiere. Uscite dal salone decise e spavalde, poi salite in macchina, vi guardate nello specchietto e realizzate di aver fatto una cazzata. Era meglio una spuntatina. Perché diavolo il parrucchiere vi ha dato ascolto?

Io ho dato un taglio a tutto, non solo a quello che non mi piaceva ma anche – e sopratutto – a quello che mi faceva stare bene. E me ne rendo conto adesso, sette anni dopo. S E T T E A N N I D O P O. All’inizio ero euforica, pensavo che lasciarmi tutto alle spalle fosse la cosa migliore, ciò di cui avevo bisogno, poi l’eccitazione iniziale ha lasciato il posto alla malinconia, che ha aperto le porte all’abitudine.

È proprio dai momenti più difficili che traiamo gli insegnamenti più importanti.

Che cosa è successo da quel caldo giorno di Luglio in cui ho portato via le mie cose da Milano dentro due valigie e un sacco e non ho più rinnovato il dominio del blog Pigchic? Sono tornata a vivere con i miei genitori e qualche mese dopo ho chiuso la partita IVA e ho trovato lavoro come impiegata in una ditta che opera nel settore termoidraulico; mi sono innamorata di un vecchio amico, siamo andati a vivere insieme ed è nato Leonardo. Poi ho comprato casa e qualche mese dopo essermi indebitata per quasi trent’anni, la relazione è finita.

Ho pianto e ho sofferto molto. Nelle settimane successive alla rottura ho iniziato trascurarmi, a non avere appetito. Mi capitavano anche attacchi di ansia improvvisi. Poi l’azienda dove lavoro mi ha proposto di partecipare a un corso motivazionale, uno di quelli in cui balli, salti, abbracci perfetti sconosciuti e condividi emozioni e pensieri che non hai mai rivelato neanche ai tuoi migliori amici. Quel corso mi ha dato la spinta di cui avevo bisogno. Una volta rientrata a casa ho messo la parola “fine” a quella situazione che non mi faceva stare bene, mi sono rimboccata le maniche e sono andata oltre.

Grazie all’aiuto di uno psicologa, ho iniziato un percorso per superare quel momento di dolore e imparare a volermi bene e a perdonarmi. Mi sono messa in cima alla lista delle priorità: se non siamo noi i primi a prenderci cura di noi stessi, chi altro dovrebbe farlo?

Fra le prime cose che ho fatto c’è stata l’iscrizione in palestra. Praticare attività fisica è stata, in questi ultimi quattro anni, un’ottima valvola di sfogo, non solo uno strumento per rimettermi in forma dopo la gravidanza. Ed è proprio in palestra che un giorno ho incontrato Nicola, l’uomo che il 28 giugno di quest’anno ho sposato e di cui sono pazzamente innamorata.

Nonostante abbia sofferto, oggi posso dire che tutto quello che mi è capitato e che sommariamente vi ho raccontato, mi permesso di arrivare dove sono oggi. Sono grata delle lezioni imparate (e delle batoste prese) perché mi hanno dato grande consapevolezza di chi sono e di dove voglio arrivare. È proprio dai momenti più difficili che traiamo gli insegnamenti più importanti.

Rieccomi

Dopo questi sette anni di montagne russe emotive e forti scossoni, alcuni mesi fa ho iniziato a sentire il bisogno di riprendere in mano tutto ciò che avevo lasciato in fondo a un cassetto, in primis il mio blog.

Dunque eccoci qua! Oggi, 30 ottobre 2019, giorno del mio trentesimo compleanno, torno a scrivere, anzi, a scrivervi e anche a parlarvi. Ebbene sì, perché oltre al blog ho deciso di pubblicare anche dei podcast su Spotify e iTunes (cercate la seria “Demetra Racconta”).

Cosa racconterò? Niente tendenze e gossip ma luoghi e prodotti che mi piacciono, libri, ricette, esperienze e anche (dis)avventure personali. Insomma, considerate questo spazio come un luogo in cui rifugiarvi e lasciarvi andare a chiacchiere frivole ma non per questo stupide. Un piacevole break dal tran-tran quotidiano.

Siete pronte? Io sì. Bentornata a me e benritrovate a voi.

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *