Lifestyle

La potenza di un odore

Nulla sveglia un ricordo quanto un odore. Victor Hugo

Come avete trascorso il Natale? Io ho festeggiato la Vigilia di Natale insieme ai parenti di Nicola e, a Natale, dopo aver scartato i regali sotto l’albero, sono andata a pranzo dalla mia famiglia.
Sono state due giornate piacevoli che mi hanno riportato alla mente la mia infanzia e, sopratutto, i profumi e gli odori di quando ero piccola, che accompagnavano le feste.

Questione di chimica

Del resto l’olfatto è il primo senso che sviluppiamo e con il quale iniziamo a scoprire il mondo che ci circonda. Pensate che il nostro naso contiene ben 10 milioni di neuroni olfattivi; unità cellulari che convertono le sostanze chimiche volatili e i gas presenti nell’aria in segnali elettrici che arrivano fino al nostro sistema nervoso e che ci permettono di riconoscere fino a mille milioni di odori differenti. Ogni giorno, dunque, attraverso il nostro naso elaboriamo centinaia di migliaia di odori diversi, alcuni gradevoli, altri meno. Li associamo a persone, cose e situazioni diverse. Eppure, fra i mammiferi, gli esseri umani si piazzano al 13esimo posto come “migliori nasi”. Prima di noi ci sono il toporagno, il coniglio, il cane, il cavallo, il topo e l’elefante africano (che conquista il primo posto). Quanto sono intensi i ricordi che riaffiorano quando captiamo un odore che non sentivamo da tempo? Proprio durante le feste, quando ci sediamo attorno a una tavola imbandita e riabbracciamo genitori, fratelli, sorelle, zii, cugini, nonni e nipoti, i nostri sensi ci riportano alla mente istantanee della nostra vita, momenti di trascurabile felicità o diapositive malinconiche e tristi.

Questione di sentimenti

Del resto l’olfatto è il primo senso che sviluppiamo e con il quale iniziamo a scoprire il mondo che ci circonda. Pensate che il nostro naso contiene ben 10 milioni di neuroni olfattivi; unità cellulari che convertono le sostanze chimiche volatili e i gas presenti nell’aria in segnali elettrici che arrivano fino al nostro sistema nervoso e che ci permettono di riconoscere fino a mille milioni di odori differenti. Ogni giorno, dunque, attraverso il nostro naso elaboriamo centinaia di migliaia di odori diversi, alcuni gradevoli, altri meno. Li associamo a persone, cose e situazioni diverse. Eppure, fra i mammiferi, gli esseri umani si piazzano al 13esimo posto come “migliori nasi”. Prima di noi ci sono il toporagno, il coniglio, il cane, il cavallo, il topo e l’elefante africano (che conquista il primo posto). Quanto sono intensi i ricordi che riaffiorano quando captiamo un odore che non sentivamo da tempo? Proprio durante le feste, quando ci sediamo attorno a una tavola imbandita e riabbracciamo genitori, fratelli, sorelle, zii, cugini, nonni e nipoti, i nostri sensi ci riportano alla mente istantanee della nostra vita, momenti di trascurabile felicità o diapositive malinconiche e tristi.

Questione di marketing

Gli odori vengono sfruttati anche nel campo pubblicitario per attirare i consumatori (c.d. marketing sensoriale). Determinati odori sono in grado di invogliarci all’acquisto o di farci sentire più a nostro agio. La compagnia British Airways, ad esempio, diffonde all’interno degli spazi aerei una fragranza che trasmette ai passeggeri la sensazione di trovarsi in uno spazio aperto. Idem Nescafè, che dà molta importanza all’esperienza sensoriale all’interno dei propri corner. Insomma, gli odori influenzano le nostre emozioni, i nostri comportamenti e, più in generale il nostro quotidiano. È affascinante pensare alla potenza che certi odori hanno su di noi. Come diceva Victore Hugo, nulla sveglia un ricordo quanto un odore, e io non posso che essere d’accordo.
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La potenza di un odore

Nulla sveglia un ricordo quanto un odore. Victor Hugo

Come avete trascorso il Natale? Io ho festeggiato la Vigilia di Natale insieme ai parenti di Nicola e, a Natale, dopo aver scartato i regali sotto l’albero, sono andata a pranzo dalla mia famiglia.
Sono state due giornate piacevoli che mi hanno riportato alla mente la mia infanzia e, sopratutto, i profumi e gli odori di quando ero piccola, che accompagnavano le feste.
Questione di chimica
Del resto l’olfatto è il primo senso che sviluppiamo e con il quale iniziamo a scoprire il mondo che ci circonda. Pensate che il nostro naso contiene ben 10 milioni di neuroni olfattivi; unità cellulari che convertono le sostanze chimiche volatili e i gas presenti nell’aria in segnali elettrici che arrivano fino al nostro sistema nervoso e che ci permettono di riconoscere fino a mille milioni di odori differenti. Ogni giorno, dunque, attraverso il nostro naso elaboriamo centinaia di migliaia di odori diversi, alcuni gradevoli, altri meno. Li associamo a persone, cose e situazioni diverse. Eppure, fra i mammiferi, gli esseri umani si piazzano al 13esimo posto come “migliori nasi”. Prima di noi ci sono il toporagno, il coniglio, il cane, il cavallo, il topo e l’elefante africano (che conquista il primo posto). Quanto sono intensi i ricordi che riaffiorano quando captiamo un odore che non sentivamo da tempo? Proprio durante le feste, quando ci sediamo attorno a una tavola imbandita e riabbracciamo genitori, fratelli, sorelle, zii, cugini, nonni e nipoti, i nostri sensi ci riportano alla mente istantanee della nostra vita, momenti di trascurabile felicità o diapositive malinconiche e tristi.

Questione di sentimenti

Ma come si fa a descrivere l’odore di un ricordo? Il profumo della casa dei nonni e quello dell’albero che da oltre vent’anni nostra madre addobba sempre nello stesso angolo, vicino al televisore, che odori hanno? Le risposte sono soggettive e difficili da descrivere. Ho chiesto a Francesca, una mia nuova collega che due mesi fa ha impacchettato la sua vita tre valigie e si è trasferita dalla Calabria a Milano, che odore ha casa sua. Mi ha risposto che sa di buono, ha un profumo dolce, che ricorda la vaniglia, ma non è riuscita a farmi un elenco delle note che lo compongono. Lo stesso vale per Alan, che mi ha parlato del profumo dei vestiti lavati da sua madre e che riconosce a occhi chiusi. Riesce a capire subito se una felpa l’ha lavata lei o un’altra persona; lo capisce dall’odore ma non sa descrivermelo. Non a caso le percezioni olfattive variano non solo da persona a persona ma anche da cultura a cultura. Un esempio lo troviamo in cucina, per la precisione fra i funghi. Il fungo Matsutake considerato una vera e propria prelibatezza in Giappone, in diversi paesi del Nord Europa non è apprezzato e associato a un odore (e sapore) sgradevole.

Questione di marketing

Gli odori vengono sfruttati anche nel campo pubblicitario per attirare i consumatori (c.d. marketing sensoriale). Determinati odori sono in grado di invogliarci all’acquisto o di farci sentire più a nostro agio. La compagnia British Airways, ad esempio, diffonde all’interno degli spazi aerei una fragranza che trasmette ai passeggeri la sensazione di trovarsi in uno spazio aperto. Idem Nescafè, che dà molta importanza all’esperienza sensoriale all’interno dei propri corner. Insomma, gli odori influenzano le nostre emozioni, i nostri comportamenti e, più in generale il nostro quotidiano. È affascinante pensare alla potenza che certi odori hanno su di noi. Come diceva Victore Hugo, nulla sveglia un ricordo quanto un odore, e io non posso che essere d’accordo.
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