Lifestyle

Buoni Obbiettivi

Quante volte ci siamo fissati dei buoni propositi che, immancabilmente, non abbiamo rispettato?

Buon anno! Come è iniziato il vostro 2020? Scontato come un maglioncino rosso in acrilico di Zara il primo giorno dei saldi, questo nuovo post affronterà il solito tema dei buoni propositi. Ma non sarà la solita lista di “da lunedì si ricomincia”, bensì una riflessione su quanto sia importante darsi obbiettivi reali e realizzabili. A fine articolo vi sentirete pronti e carichi per iniziare con la marcia giusta questo 2020.
Quante diete, quanti allenamenti in palestra, quante corsette domenicali abbiamo prima procrastinato e poi dimenticato? Io tante, tantissime. E questo, tutte le volte che mi è successo, non ha fatto altro che aumentare la mia frustrazione. Poi a un certo punto qualcosa è cambiato.
Un passo dopo l’altro
Era il 2016, per la precisione settembre; l’estate stava per concludersi e lasciare spazio all’autunno e io da qualche mese vivevo a casa dei miei genitori insieme a mio figlio. Stavo rincasando, la giornata lavorativa era terminata e io mi sentivo particolarmente nervosa. È possibile che avessi discusso con qualcuno; forse a causa di una mail un po’ troppo acida. Dicevo, mi sentivo irrequieta e frustrata, in quel periodo mi sforzavo di vedere il bicchiere mezzo pieno, c’erano giorni in cui mi sentivo una balena in un acquario. Parcheggiata la macchina ed entrata in casa, decisi di infilarmi un paio di pantaloni della tuta e una maglietta e fare una passeggiata. Percorsi qualche metro con le cuffiette nelle orecchie e aumentai il passo. Iniziai a camminare più velocemente; la musica era trascinante e il ritmo sembrava invitarmi a correre. E così feci, iniziai a correre. Un passo dopo l’altro percorsi circa tre chilometri. Non male per essere la prima volta. Mi dissi: “Se sei riuscita a correre per tre chilometri, dopodomani riuscirai a percorrerne quattro”. Ed è così che andò. Mi diedi un obbiettivo raggiungibile, che riuscii a rispettare. Per mesi mi allenai tutte le settimane e, un anno dopo, partecipai a una Spartan Race insieme a Nicola correndo per sette chilometri e mettendomi alla prova in diversi ostacoli.

Metodo S.M.A.R.T.

Applicai il c.d. metodo S.M.A.R.T. , un sistema che permette di definire e gestire in modo efficiente gli obiettivi e capirne la loro validità. Si applica nel business ma io penso che trovi terreno fertile anche nel campo privato. Per capire se un obiettivo è valido (e quindi perseguibile) questo metodo definisce cinque criteri: Specific (Specifico), Measurable (Misurabile), Achievable (Raggiungibile), Realistic (Realistico), Time-Based (Temporizzabile).Quindi le cinque domande che dovrete porvi sono: 1) l’obiettivo è specifico, definito e tangibile? 2) È misurabile? 3) Si può realmente raggiungere? 4) L’obiettivo è rilevante e quindi vale la pena perseguirlo? 5) È possibile definire una data entro cui raggiungerlo? Se riuscirete a rispondere in modo positivo a ciascun quesito, allora le possibilità di riuscire a realizzarlo sono alte.
Buoni propositi o buoni obiettivi?
Altro aspetto importante da non sottovalutare: ho volutamente intitolato questo post “buoni obbiettivi” anzichè “buoni propositi” perché mentre quest’ultimo si riferisce all’intenzione di fare qualcosa di positivo, un obiettivo è uno scopo da raggiungere che non ammette condizionali. Ripromettersi di chiamare più spesso la nonna è un buon proposito, decidere di andare a trovarla una domenica pomeriggio al mese è un obiettivo. Gli obiettivi che mi sono fissata di raggiungere in questo 2020 e che ho scritto nella prima facciata della mia nuova agenda sono: trasferirmi nella casa nuova, dare tre esami in università, leggere almeno ventiquattro libri. Nella seconda facciata, invece, ho elencato ciò che voglio continuare a fare e ad essere. Voglio continuare a essere positiva e grata di ciò che ho, creare del tempo di qualità per e con la mia famiglia e praticare attività fisica in palestra e all’aria aperta. I vostri obiettivi invece quali sono? Provate ad applicare il metodo S.M.A.R.T. e definite i vostri. Scriveteveli da qualche parte e teneteli sempre a portata di mano per ricordarvi da dove siete partiti e dove intendete arrivare. E ricordatevi che occorrono mediamente 21 giorni per trasformare una nuova azione in abitudine quindi stringete i denti, focalizzate bene il traguardo e insistete. Insistete sempre.
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Quante volte ci siamo fissati dei buoni propositi che, immancabilmente, non abbiamo rispettato?

Quante diete, quanti allenamenti in palestra, quante corsette domenicali abbiamo prima procrastinato e poi dimenticato? Io tante, tantissime. E questo, tutte le volte che mi è successo, non ha fatto altro che aumentare la mia frustrazione. Poi a un certo punto qualcosa è cambiato.
Quante diete, quanti allenamenti in palestra, quante corsette domenicali abbiamo prima procrastinato e poi dimenticato? Io tante, tantissime. E questo, tutte le volte che mi è successo, non ha fatto altro che aumentare la mia frustrazione. Poi a un certo punto qualcosa è cambiato.

Un passo dopo l’altro

Era il 2016, per la precisione settembre; l’estate stava per concludersi e lasciare spazio all’autunno e io da qualche mese vivevo a casa dei miei genitori insieme a mio figlio. Stavo rincasando, la giornata lavorativa era terminata e io mi sentivo particolarmente nervosa. È possibile che avessi discusso con qualcuno; forse a causa di una mail un po’ troppo acida. Dicevo, mi sentivo irrequieta e frustrata, in quel periodo mi sforzavo di vedere il bicchiere mezzo pieno, c’erano giorni in cui mi sentivo una balena in un acquario. Parcheggiata la macchina ed entrata in casa, decisi di infilarmi un paio di pantaloni della tuta e una maglietta e fare una passeggiata. Percorsi qualche metro con le cuffiette nelle orecchie e aumentai il passo. Iniziai a camminare più velocemente; la musica era trascinante e il ritmo sembrava invitarmi a correre. E così feci, iniziai a correre. Un passo dopo l’altro percorsi circa tre chilometri. Non male per essere la prima volta. Mi dissi: “Se sei riuscita a correre per tre chilometri, dopodomani riuscirai a percorrerne quattro”. Ed è così che andò. Mi diedi un obbiettivo raggiungibile, che riuscii a rispettare. Per mesi mi allenai tutte le settimane e, un anno dopo, partecipai a una Spartan Race insieme a Nicola correndo per sette chilometri e mettendomi alla prova in diversi ostacoli.

Metodo S.M.A.R.T.

Applicai il c.d. metodo S.M.A.R.T. , un sistema che permette di definire e gestire in modo efficiente gli obiettivi e capirne la loro validità. Si applica nel business ma io penso che trovi terreno fertile anche nel campo privato. Per capire se un obiettivo è valido (e quindi perseguibile) questo metodo definisce cinque criteri: Specific (Specifico), Measurable (Misurabile), Achievable (Raggiungibile), Realistic (Realistico), Time-Based (Temporizzabile).Quindi le cinque domande che dovrete porvi sono: 1) l’obiettivo è specifico, definito e tangibile? 2) È misurabile? 3) Si può realmente raggiungere? 4) L’obiettivo è rilevante e quindi vale la pena perseguirlo? 5) È possibile definire una data entro cui raggiungerlo? Se riuscirete a rispondere in modo positivo a ciascun quesito, allora le possibilità di riuscire a realizzarlo sono alte.

Buoni propositi o buoni obbiettivi?

Altro aspetto importante da non sottovalutare: ho volutamente intitolato questo post “buoni obbiettivi” anzichè “buoni propositi” perché mentre quest’ultimo si riferisce all’intenzione di fare qualcosa di positivo, un obiettivo è uno scopo da raggiungere che non ammette condizionali. Ripromettersi di chiamare più spesso la nonna è un buon proposito, decidere di andare a trovarla una domenica pomeriggio al mese è un obiettivo. Gli obiettivi che mi sono fissata di raggiungere in questo 2020 e che ho scritto nella prima facciata della mia nuova agenda sono: trasferirmi nella casa nuova, dare tre esami in università, leggere almeno ventiquattro libri. Nella seconda facciata, invece, ho elencato ciò che voglio continuare a fare e ad essere. Voglio continuare a essere positiva e grata di ciò che ho, creare del tempo di qualità per e con la mia famiglia e praticare attività fisica in palestra e all’aria aperta. I vostri obiettivi invece quali sono? Provate ad applicare il metodo S.M.A.R.T. e definite i vostri. Scriveteveli da qualche parte e teneteli sempre a portata di mano per ricordarvi da dove siete partiti e dove intendete arrivare. E ricordatevi che occorrono mediamente 21 giorni per trasformare una nuova azione in abitudine quindi stringete i denti, focalizzate bene il traguardo e insistete. Insistete sempre.
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