Lifestyle

Speak Easy

Alzi la mano chi si sente in imbarazzo quando si trova a dover parlare in inglese. Io le alzo entrambe!

Ogni volta che devo parlare in inglese, inizio a sudare freddo, mi agito e mi imbarazzo. Dovete sapere che quando andavo a scuola, detestavo la lingua inglese, sono sempre stata più incline allo studio di materie come storia, filosofia e letteratura (materie in cui, modestamente, me la cavavo alla grande), mentre materie come matematica, fisica e inglese facevo davvero fatica a studiarle.
Ho capito l’importanza di parlare l’inglese tardi durante il mio primo viaggio fuori dall’Italia, senza genitori, per l’esattezza a Londra.
La difficoltà di farmi capire mista all’imbarazzo di pronunciare le parole in modo corretto, mi misero a disagio per tutta la durata del soggiorno. Da quel lontano 2008 ad oggi ho alternato brevi periodi di studio (da autodidatta, sui libri) a lunghi anni di pausa. Poi lo scorso anno, verso la fine dell’estate, durante una passeggiata, ho deciso di provare ad ascoltare un podcast in inglese anziché far partire una delle mie solite playlist. Riuscire a capire gran parte dell’episodio mi ha dato il giusto stimolo e la carica per affrontare una nuova sfida personale: quella di parlare, ascoltare e scrivere in inglese in modo fluente. Ho così iniziato ad ascoltare quotidianamente diversi podcast e ho scaricato due app che mi hanno permesso di conoscere persone interessanti, alle quali scrivo o parlo in inglese regolarmente. Ma partiamo con ordine.

Podcast

Ce ne sono tantissimi, tutti gratuiti. Io ne ho ascoltati diversi e ho trovato la mia serie preferita, che si intitola English Made Simple. Si può ascoltare sia su Spotify che su iTunes. L’autrice, Milena, parla in inglese affrontando svariati argomenti e risultando molto divertente. Il suo inglese è semplice, il tono coinvolgente e si seguono bene i discorsi. Ogni episodio è dedicato a un tema, come ad esempio: “i vocaboli da utilizzare quando si è al supermercato”, oppure “cosa dire quando si va dal medico”. Spesso parla anche dell’Australia, il paese in cui vive insieme al marito.
HelloTalk App
Si tratta di un’app gratuita, disponibile sia per Apple che per Android, che ti mette in contatto con persone provenienti da ogni parte del mondo. Funziona in modo molto semplice e intuitivo: una volta effettuata la registrazione, si seleziona la propria lingua madre, la lingua che si vuole imparare (o migliorare), livello di conoscenza (base, intermedio o avanzato) e i propri interessi.L’app suggerisce quindi una serie di utenti affini che vogliono parlare la vostra lingua. Attraverso una chat è possibile conversare e correggersi (e anche inviare messaggi audio anziché di testo).
iTalki App
Questa app è quella che preferisco e che ha rappresentato per me una vera e propria sfida. Le prime attività che ho introdotto sono state ascoltare i podcast su Spotify e utilizzare HelloTalk, illudendo me stessa che fossero sufficiente. In realtà per parlare fluentemente una lingua occorre (soprattutto) esercitarsi nelle conversazioni, attività che io ho costantemente cercato di evitare. A gennaio di quest’anno, però, ho deciso di accettare la challenge proposta da un collega: sostenere una conversazione in inglese almeno una volta a settimana, per due mesi. Su suo consiglio, ho scaricato l’app iTalki e, due settimane fa, ho avuto la mia prima conversazione via Skype in inglese. Come HelloTalk, anche questa app ti mette in contatto con persone provenienti da tutto il mondo. La differenza è che in questo caso gli utenti conversano con professori o tutor, pagando singole lezioni o pacchetti specifici a seconda delle esigenze (un esempio: molti offrono lezioni improntate sui colloqui di lavoro). Come funziona: si seleziona la lingua che si vuole imparare, il fuso orario del paese in cui ci si trova e le disponibilità orarie e giornaliere. L’app mostra quindi una serie di professori e tutor in linea con ciò che si sta cercando. Ogni professore e tutor ha le proprie tariffe. Si paga con carta di credito o PayPal e si procede poi a fissare le lezioni, che avverranno via Skype o tramite l’app, nei giorni e negli orari precedentemente stabiliti. Non vi nascondo che ogni volta che sta per iniziare una nuova lezione, mi agito e non mi sento per niente a mio agio. Sono convinta però che, insistendo e persistendo, migliorerò non solo le mie capacità ma anche il mio atteggiamento. Tra qualche mese sarò sicuramente più a mio agio e spigliata nel conversare; devo solo avere pazienza. Ricordiamoci – e non lo dico solo a me stessa ma anche a voi – che commettere errori è normale quando si cerca di imparare qualcosa di nuovo. Spero che questo post vi sia stato utile: sia che abbiate in mente di imparare una nuova lingua, sia che abbiate altri obbiettivi, sappiate che l’unico ostacolo che avete davanti siete voi! Le cose migliori accadono quando usciamo dalla nostra comfort zone. Non sono parole buttate al vento: io avevo letteralmente paura di parlare in inglese e alla fine è bastato avere un pizzico di coraggio in più. Sono sicura che anche voi potete riuscire a fare lo stesso. Vi ricordo che, se non lo avete ancora fatto, potete iscrivervi alla newsletter e ricevere una notifica prima dell’uscita di un nuovo post. Trovate il box qui sotto.
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Alzi la mano chi si sente in imbarazzo quando si trova a dover parlare in inglese. Io le alzo entrambe!

Ogni volta che devo parlare in inglese, inizio a sudare freddo, mi agito e mi imbarazzo. Dovete sapere che quando andavo a scuola, detestavo la lingua inglese, sono sempre stata più incline allo studio di materie come storia, filosofia e letteratura (materie in cui, modestamente, me la cavavo alla grande), mentre materie come matematica, fisica e inglese facevo davvero fatica a studiarle.
Ho capito l’importanza di parlare l’inglese tardi durante il mio primo viaggio fuori dall’Italia, senza genitori, per l’esattezza a Londra.
La difficoltà di farmi capire mista all’imbarazzo di pronunciare le parole in modo corretto, mi misero a disagio per tutta la durata del soggiorno. Da quel lontano 2008 ad oggi ho alternato brevi periodi di studio (da autodidatta, sui libri) a lunghi anni di pausa. Poi lo scorso anno, verso la fine dell’estate, durante una passeggiata, ho deciso di provare ad ascoltare un podcast in inglese anziché far partire una delle mie solite playlist. Riuscire a capire gran parte dell’episodio mi ha dato il giusto stimolo e la carica per affrontare una nuova sfida personale: quella di parlare, ascoltare e scrivere in inglese in modo fluente. Ho così iniziato ad ascoltare quotidianamente diversi podcast e ho scaricato due app che mi hanno permesso di conoscere persone interessanti, alle quali scrivo o parlo in inglese regolarmente. Ma partiamo con ordine.
Podcast
Ce ne sono tantissimi, tutti gratuiti. Io ne ho ascoltati diversi e ho trovato la mia serie preferita, che si intitola English Made Simple. Si può ascoltare sia su Spotify che su iTunes. L’autrice, Milena, parla in inglese affrontando svariati argomenti e risultando molto divertente. Il suo inglese è semplice, il tono coinvolgente e si seguono bene i discorsi. Ogni episodio è dedicato a un tema, come ad esempio: “i vocaboli da utilizzare quando si è al supermercato”, oppure “cosa dire quando si va dal medico”. Spesso parla anche dell’Australia, il paese in cui vive insieme al marito.

HelloTalk App

Si tratta di un’app gratuita, disponibile sia per Apple che per Android, che ti mette in contatto con persone provenienti da ogni parte del mondo. Funziona in modo molto semplice e intuitivo: una volta effettuata la registrazione, si seleziona la propria lingua madre, la lingua che si vuole imparare (o migliorare), livello di conoscenza (base, intermedio o avanzato) e i propri interessi. L’app suggerisce quindi una serie di utenti affini che vogliono parlare la vostra lingua. Attraverso una chat è possibile conversare e correggersi (e anche inviare messaggi audio anziché di testo).

iTalki App

Questa app è quella che preferisco e che ha rappresentato per me una vera e propria sfida. Le prime attività che ho introdotto sono state ascoltare i podcast su Spotify e utilizzare HelloTalk, illudendo me stessa che fossero sufficiente. In realtà per parlare fluentemente una lingua occorre (soprattutto) esercitarsi nelle conversazioni, attività che io ho costantemente cercato di evitare. A gennaio di quest’anno, però, ho deciso di accettare la challenge proposta da un collega: sostenere una conversazione in inglese almeno una volta a settimana, per due mesi. Su suo consiglio, ho scaricato l’app iTalki e, due settimane fa, ho avuto la mia prima conversazione via Skype in inglese. Come HelloTalk, anche questa app ti mette in contatto con persone provenienti da tutto il mondo. La differenza è che in questo caso gli utenti conversano con professori o tutor, pagando singole lezioni o pacchetti specifici a seconda delle esigenze (un esempio: molti offrono lezioni improntate sui colloqui di lavoro). Come funziona: si seleziona la lingua che si vuole imparare, il fuso orario del paese in cui ci si trova e le disponibilità orarie e giornaliere. L’app mostra quindi una serie di professori e tutor in linea con ciò che si sta cercando. Ogni professore e tutor ha le proprie tariffe. Si paga con carta di credito o PayPal e si procede poi a fissare le lezioni, che avverranno via Skype o tramite l’app, nei giorni e negli orari precedentemente stabiliti. Non vi nascondo che ogni volta che sta per iniziare una nuova lezione, mi agito e non mi sento per niente a mio agio. Sono convinta però che, insistendo e persistendo, migliorerò non solo le mie capacità ma anche il mio atteggiamento. Tra qualche mese sarò sicuramente più a mio agio e spigliata nel conversare; devo solo avere pazienza. Ricordiamoci – e non lo dico solo a me stessa ma anche a voi – che commettere errori è normale quando si cerca di imparare qualcosa di nuovo. Spero che questo post vi sia stato utile: sia che abbiate in mente di imparare una nuova lingua, sia che abbiate altri obbiettivi, sappiate che l’unico ostacolo che avete davanti siete voi! Le cose migliori accadono quando usciamo dalla nostra comfort zone. Non sono parole buttate al vento: io avevo letteralmente paura di parlare in inglese e alla fine è bastato avere un pizzico di coraggio in più. Sono sicura che anche voi potete riuscire a fare lo stesso. Vi ricordo che, se non lo avete ancora fatto, potete iscrivervi alla newsletter e ricevere una notifica prima dell’uscita di un nuovo post. Trovate il box qui sotto.
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