Lifestyle

Tempo per noi

Un astronauta impiega circa sette giorni per abituarsi all'assenza di gravità.

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Tempo per noi

Un astronauta impiega circa sette giorni per abituarsi all'assenza di gravità.

Noi esseri umani abbiamo una grande capacità di adattamento e, presto o tardi, accettiamo i cambiamenti.

Quarantanove giorni fa è iniziato il mio solamente sociale ed è stato difficile abituarmi ai nuovi ritmi. Le prime due settimane mi è sembrato di stare sulle montagne russe.

A volte ero allegra, altre volte tesa; il nervosismo aveva spesso il sopravvento e, subito dopo, ero preda dei rimorsi per aver avuto un atteggiamento negativo nei confronti di mio marito e di mio figlio. 

Poi l’azienda in cui lavoro ha deciso di ridurre l’orario di lavoro da 8 a 6 ore al giorno. Così ho riprogrammato le mie giornate creando momenti di gioco con Leonardo e anche dedicando del tempo alla coltivazione di interessi personali. “Fai in modo che questo tempo non vada sprecato” mi sono detta.

Dal 4 maggio riprenderemo piano piano a uscire e, se tutto andrà bene, nelle prossime settimane torneremo alle care vecchie abitudini. Potremo uscire liberamente, trovare parenti e amici, potremo correre, mangiare al ristorante e fare colazione al bar (quanto mi manca cappuccio e brioche la domenica mattina!). Non vi nascondo però che l’idea in questo momento un po’ mi spaventa, mi sono abituata alla nuova routine e sono riluttante al pensiero di dover rinunciare al maggior tempo libero che ora ho a disposizione.

Ho iniziato a scrivere un diario. Un diario in inglese. L’ho fatto per esercitarmi a scrivere (ne parlo in questo post) e per mettere in ordine i sentimenti in questo così particolare periodo. Non scrivo tutti i giorni, lo aggiorno più o meno ogni due settimane e lo scorso week end, quando l’ho aperto e ho riletto tutto ciò che avevo scritto, ho deciso di farmi (e scrivere) una promessa:

Cara Demetra, fai tesoro di quello che hai imparato e provato in questo periodo. Prometti a te stessa di continuare a prenderti cura di te.

Sempre nel diario ho poi stilato un elenco delle cose che ho imparato e che mi hanno fatta stare bene. Qui di seguito trovate la lista, che voglio condividere con voi. 

1. Studia e formati

Negli ultimi due mesi, oltre a prepararmi per l’università (ho deciso di riprendere gli studi che avevo interrotto otto anni fa) ho seguito alcuni corsi. Uno relativo al social media marketing, che mi serve per il lavoro, e uno dedicato alla fotografia. Quest’ultimo viene offerto gratuitamente dal Moma, il famoso museo di New York, che, fra l’altro, ne propone anche altri, tutti gratuiti. Vi lascio il link se volete andare a curiosare. Anche Nikon ne propone diversi a cui si può accedere gratuitamente, e che trovate qui.

2. Allena corpo e mente

Nelle prime tre settimane a casa penso di aver scaricato almeno dieci diverse app dedicate allo sport. Scaricavo a più non posso, il cellulare a un certo punto sì è anche impallato. Sospetto lo abbia fatto volutamente, per darmi un freno.

Dicevo, ne ho consultate parecchie e alla fine ne ho tenuta sola una: Down Dog, dedicata allo yoga. Abituata a faticare, sudare, correre e saltare, iniziare a praticare yoga mi ha fatto capire che a volte è anche piacevole rallentare il ritmo e l’intensità degli allenamenti. Questa app è davvero ben realizzata: permette di selezionare durata, tipologia di attività, livello (da principiante ad avanzato) e focus (io ad esempio spesso mi concentro sulla mobilità delle anche e sulla flessibilità). Si tratta di un’app a pagamento che però, fino all’1 giugno, sarà disponibile gratuitamente. Qui il link

Pratico yoga ormai da quasi due mesi, ogni giorno (anche per 15 minuti). Non so se riuscirò a mantenere la stessa costanza ma mi sono ripromessa di seguire le video lezioni almeno una volta a settimana.

3. Esci dalla comfort zone

Io sono una persona abitudinaria e, come il mio cane Sandro, quando cambia qualcosa vado in crisi (per il mio cane basta cambiare ciotola). All’inizio del mio solamente sociale sono andata in crisi. Abituata a momenti di quieti e silenzio è stato davvero difficile condividere gli spazi con tutta la famiglia, senza un briciolo di privacy. Ma ce l’ho fatta, mi sono abituata a lavorare in un ambiente caotico e rumoroso semplicemente accettando questa nuova realtà. Scartata l’idea di scocciare la bocca di mio figlio per tot ora al giorno, mi sono adattata.

 

4. Fai la pace

Vedere le immagini delle salme a Bergamo, ascoltare le testimonianze delle persone che, da un giorno all’altro, hanno perso i loro cari senza avere neanche la possibilità di dare loro un ultimo abbraccio è stato terribile. Mi ha fatta piangere. Così mi sono ripromessa di non lasciare più litigi familiari in sospeso e di fare sempre la pace prima di andare a dormire. E detto da una persona estremamente orgogliosa credetemi, non è facile. 

Bene, ho concluso il mio (breve) elenco che mi sono ripromessa di portare avanti anche quando il Corona Virus sarà solo un lontano e brutto ricordo. Vi abbraccio forte e vi ricordo che qui sotto trovate il box per iscrivervi alla newsletter: riceverete una notifica il giorno prima di ogni uscita e anche una serie di curiosità o dritte in più che non troverete da nessuna altra parte.

5. Smetti di fare la pizza e  torna a ordinarla in pizzeria

Giuro, ci ho provato. Ho seguito i consigli suggeriti da alcuni siti di cucina, mi sono attenuta alle istruzioni riportate sul retro delle confezioni di farina ma niente. Tutti i miei sforzi sono stati vani: impasti collosi, bruciacchiati, non lievitati. Per questo settimana scorsa, dopo l’ennesimo tentativo mal riuscito, ho guardato mio marito nelle palle degli occhi e gli ho detto “mai più!”. Mai più pizza fatta in casa. Sono brava in tante cose ma la pizza no, non fa per me.

Bene, dopo aver condiviso con voi il mio personale elenco di quello che ho imparato in questi cinquanta giorni a casa (mamma mia, c i n q u a n t a!), attendo di sapere i vostri. Potete scrivermi su Instagram o via mail a scrivi@demetradossi.it .

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