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Hygge, creare intimità

Hygge: l'arte di creare intimità.

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Hygge, creare intimità

Hygge: l'arte di creare intimità.

Nelle ultime due settimane sono stata risucchiata in un vortice di emozioni che mi hanno non poco destabilizzata e che hanno coinvolto la mia famiglia. Mia nonna è stata poco bene ed è stata ricoverata in ospedale. La paura e l’incertezza mi hanno spinta a cercare ancora più conforto nella mia casa.

Il mio personale concetto di “casa” è notevolmente mutato rispetto al periodo pre-Covid. Se prima era solo un luogo dove mangiavo e dormivo, in attesa di acquistare l’appartamento dei miei sogni, durante l’emergenza ho iniziato a prendermene più cura, trasformandolo in un posto confortevole, piccolo ma ben studiato. 

Alcune settimane fa, attirata dalla copertina ho acquistato il libro Hygge, via danese alla felicità. Ho scelto la versione in inglese per esercitarmi nella comprensione del testo e, allo stesso tempo, provare a trarre qualche spunto interessante.

Oggi voglio quindi parlarvi del significato di questa parola e cosa vuol dire vivere una vita “hyggelig” secondo i danesi.

Come si pronuncia

Come si pronuncia questa parola? È una delle prime cose che il libro spiega. Hygge si pronuncia “HUU-GA” mettendo l’accento sulla”h”, che deve sentirsi chiaramente.

Cosa significa

Non esiste una traduzione letterale di questa parola, rientra nel gruppo dei vocaboli intraducibili in altre lingue. Il termine hygge fa riferimento ad uno stato d’animo, un’atmosfera, ed è strettamente correlato alle parole benessere e comodità.

Nelle prime pagine del libro il significato di hygge viene così sintetizzato: l’arte di creare intimità; e io trovo questa spiegazioni sintetizzi in modo semplice ma preciso tutto ciò che rappresenta questa filosofia, questo modo di sentirsi e vivere.

Hygge e felicità

Sapete che esiste un istituto chiamato Happiness Research Institute? Si trova a Copenhagen e si occupa di studiare le cause e gli effetti della felicità umana allo scopo di migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini del mondo.

Del resto un simile istituto non poteva che nascere nel paese considerato il più felice al mondo, la Danimarca, patria dello hygge.

Luci e candele

All’interno del Manifesto dello Hygge le candele hanno un posto speciale. Per i danesi, infatti, la luce proveniente dalle candele contribuisce a rendere l’atmosfera più accogliente e confortevole, contribuendo ad aumentare il senso di hygge. Non a caso i danesi sono fra i principali consumatori europei di cera per candele. Si stima che ogni anno un danese consumi circa 6 chili di cera.

Anche le lampade sono un elemento importante, da non tralasciare: lampadine a luce calda sono da preferire a quelle a luce fredda; così come lampade a luce soffusa sono più “hyggelig” rispetto a lampade a luce diretta e intensa. Un esempio di lampada in style hygge è la PH Lamp, iconico oggetto di design danese creato da Poul Henningsen nel 1926.

Cuscini e coperte

Anche coperte e cuscini sono considerati due elementi strettamente connessi al termine “hygge”.

Provate a immaginarvi seduti sul divano, intenti a leggere un buon libro di fronte a un caminetto acceso; sulle gambe la vostra coperta preferita e sul tavolino un tè caldo. Non provate anche voi una sensazione di pace e benessere visualizzando quest’immagine?

Ceramica e legno 

Elementi in ceramica come tazze e teiere, e oggetti in legno rendono, secondo i danesi, l’ambiente più ospitale. 

Una delle aziende danesi più famose al mondo è la Royal Copenhagen. Fondata nel 1775 dalla regina Juliane Marie, la Royal Copenhagen produce porcellane da più di due secoli e recentemente è tornata sotto i riflettori grazie alla serie Blue Fluted Mega: una collezione di stoviglie caratterizzate da decorazioni floreali di colore blu.

Per quanto riguarda il legno, invece, guardate un po’ i giocattoli di design dell’azienda Kay Bojesen. Io li trovo bellissimi

Il mio personale concetto di hygge

Dopo avervi parlato di cosa significa per i danesi la parola hygge e come contribuire a rendere una casa più hyggelig, voglio concludere raccontandovi il mio personale modo di creare intimità.

Nei mesi di marzo e aprile, quando l’emergenza Covid-19 ci ha costretti a stare a casa, ho iniziato ad acquistare alcuni elementi di arredo per rendere il mio appartamento più bello e confortevole e anche alcune piante.

Iniziare a prendermi cura delle mie piantine (sia in giardino che dentro casa), assicurandomi che ricevessero le giuste dosi di acqua, mi ha fatta stare bene.

Inoltre, vedere la casa riempirsi di verde, ha reso l’atmosfera più calma e bella.

Proprio per questo motivo ho deciso di acquistare alcune piante anche per la mia postazione in ufficio. Ne ho scelte due che devono essere annaffiate una volta a settimana e non hanno bisogno della luce diretta del sole. 

Mi credete se vi dico che ora la mia scrivania è molto più bella?

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